Lenti gravitazionali: telescopi cosmici per esplorare i lati oscuri dell’Universo.
del Dott. Pietro Bergamini
Come descritto dalla teoria della relatività generale di Einstein, la presenza di materia è in grado di deformare e incurvare il tessuto dello spazio-tempo. Di conseguenza, oggetti molto massicci, come galassie e ammassi di galassie, possono deviare il percorso della luce proveniente da sorgenti molto più lontane, agendo come vere e proprie “lenti gravitazionali”.
Queste straordinarie lenti naturali sono oggi uno degli strumenti più potenti a disposizione degli astrofisici. Come veri e propri telescopi cosmici, ci permettono di osservare galassie così lontane e deboli che sarebbero altrimenti difficilissime, o addirittura impossibili, da studiare. Ma non solo: le lenti gravitazionali ci consentono anche di indagare alcuni dei più grandi misteri della cosmologia moderna, dalla natura e distribuzione della materia oscura fino ai parametri che regolano l’evoluzione e il destino del nostro Universo.
Pietro Bergamini
Il suo principale ambito di ricerca è il lensing gravitazionale forte, con particolare attenzione agli ammassi di galassie. Ha iniziato il suo percorso accademico all’Università degli Studi di Ferrara, dove ha conseguito prima la Laurea triennale in Fisica e Astrofisica e successivamente la Laurea magistrale in Fisica, entrambe in lingua inglese, ottenendo in entrambi i casi il massimo dei voti con lode (110/110 e lode). Ha proseguito la sua formazione con un Dottorato di ricerca in Astronomia presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Padova, completato nel 2019. Subito dopo, ha ricoperto il ruolo di assegnista di ricerca presso l’INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna (INAF-OAS) dal 2019 al 2021, per poi diventare Postdoctoral Researcher presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, dove ha lavorato fino al 2025. Attualmente, dal 2025, è Ricercatore di III livello presso l’INAF-OAS di Bologna. Nel corso della sua carriera, ha contribuito come autore o coautore a circa 130 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di alto profilo, tra cui Nature e Science, e il suo lavoro ha ricevuto un riconoscimento significativo, come testimonia il suo H-index pari a 42. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Principal Investigator o Co-Investigator in numerosi programmi osservativi, accumulando un notevole tempo di osservazione: circa 340 ore con il James Webb Space Telescope (JWST) e circa 1100 ore con i telescopi dell’European Southern Observatory (ESO), incluso il Very Large Telescope (VLT). Dal 2024, all’interno della collaborazione Euclid, è co-coordinatore dei progetti dedicati allo studio del lensing gravitazionale forte da ammassi di galassie, utilizzando i dati delle prime release (Q1 e DR1). A partire dal 1° novembre 2026, ha assunto anche l’incarico di Deputy Lead del gruppo scientifico dedicato al lensing gravitazionale forte all’interno dello stesso Euclid Consortium. È inoltre Junior Associate della collaborazione LSST (Legacy Survey of Space and Time).
Infine, al di fuori dell’attività di ricerca, ha fondato ed è stato il primo presidente dell’Associazione Astrofili SADR di Bondeno (FE), un impegno che riflette la sua passione per la divulgazione e la condivisione dell’astronomia sul territorio.
L’Associazione Astrofili S.A.D.R. nasce nel 2023 dall’incontro di un gruppo di appassionati di astronomia, già legati da anni di amicizia e dalla comune gestione dell’osservatorio “Euno Borsatti” presso l’Agriturismo La Florida di Bondeno. La loro passione condivisa per il cielo stellato e la divulgazione scientifica li spinge a formalizzare la loro collaborazione, dando vita a un’associazione che si propone di promuovere l’astronomia a livello locale. Nel 2024, un importante traguardo: grazie alla collaborazione con il Comune di Bondeno, l’associazione assume la gestione dell’osservatorio “G.B. Riccioli” di Stellata, ampliando così le proprie attività e offrendo nuove opportunità di osservazione e divulgazione al pubblico.

