La storia dell’Osservatorio

Lavora ormai da più di 30 anni l’Osservatorio Comunale di S. Giovanni in Persiceto dedicato a Giorgio Abetti (astronomo di Arcetri) ed inaugurato ufficialmente nel 1984.

Pensiamo sia interessante raccontare la storia che ha condotto alla realizzazione di questa struttura in quanto sia la specola che il telescopio sono il frutto di un paziente lavoro di autocostruzione che ci ha impegnati per circa 4 anni, con l’incoraggiamento e l’aiuto concreto dei nostri concittadini.

Il lavoro preliminare è consistito nei contatti con persone che già prima di noi avevano costruito strutture analoghe per fare tesoro della loro esperienza: in effetti abbiamo potuto verificare quanto i consigli e i suggerimenti ci siano stati di grandissima utilità nella fase di progettazione di tutto l’impianto.

Con le idee un po’ più chiare sorgeva ora il problema di dove costruire l’osservatorio, e dopo varie proposte si scelse un terreno a ridosso del paese così che fosse comodo e facilmente fruibile da chi lo volesse visitare.

La costruzione dell’osservatorio non poteva certo passare inosservata nel paese cosicché molte ditte e molti cittadini ci hanno offerto la loro collaborazione . Dato l’interesse dell’iniziativa suscitata sul territorio si è convenuto, insieme al Comune, di dedicare due serate di apertura settimanali aperte alla popolazione e di promuovere iniziative e corsi per le scuole locali e dei paesi vicini. Questi incontri hanno avuto un successo notevole di pubblico e molte scolaresche sono venute e continuano tuttora la visita diurna e serale dell’impianto. Non appena la cupola fu montata, all’interno vi fu posto in modo provvisorio un telescopio di 20 cm di diametro precedentemente realizzato da Romano Serra. Questo fu il primo strumento con il quale il pubblico potè osservare il cielo dall’osservatorio di Persiceto. Ora su quella montatura vi è installata la parabola del radiometro.

Nel frattempo della costruzione del telescopio definitivo si occupava Ferdinando Caliumi che già aveva costruito strumenti dello stesso genere. La combinazione ottica dello strumento che avevamo scelto di installare era di tipo Newton-Cassegrain, con specchio del diametro di 300 mm e focale di 1800 mm e che in combinazione Cassegrain raggiungeva la focale equivalente di 5400 mm. La realizzazione delle ottiche fu demandata al conosciuto costruttore veneziano Romano Zen. Anche la cupola fu costruita in poco tempo grazie al lavoro volontario degli astrofili e di due capaci artigiani: Mario Bencivenni ed Antonio Setti.

Dopo l’inaugurazione la strumentazione fu utilizzata oltre che per l’osservazione nelle giornate garantite all’apertura per il pubblico e le scolaresche, anche per iniziare la ripresa degli oggetti celesti mediante la tecnica fotografica, ed a questo proposito, nel locale sottostante la cupola fu ricavato un vano adibito a camera oscura che fu utilizzato fino al 1996, anno in cui si pensò visto la nascita di nuove tecniche di ripresa fotografica di cambiare lo strumento principale per uno più moderno. Si installò così una nuova e più robusta montatura equatoriale a forcella che sosteneva i vari strumenti adibiti alla osservazione: “Il nuovo telescopio in configurazione Newton di 400 mm di diametro per una lunghezza di 2 metri, adatto sia alla osservazione che all’uso fotografico di oggetti deboli, il rifrattore di 150 mm di diametro e 2,25 metri di focale adatto alla osservazione planetaria, un telescopio fotografico a configurazione Baker-Schmit di 200 mm di diametro e 400 mm viene utilizzato prettamente per la ripresa fotografica a grande campo, più altri strumenti “minori”.

Ma la vera innovazione (tale almeno per quanto riguarda i telescopi amatoriali) sono stati i comandi per il movimento del telescopio, che è dotato di due motori con controllo fine di velocità. Attraverso una apparecchiatura computerizzata, consistente in una serie di periferiche interfacciate ad un computer, tale dispositivo è in grado di comandare automaticamente i motori fino a puntare gli oggetti celesti di coordinate note e di pilotare la rotazione automatica della cupola. L’elaboratore dedicato al controllo del sistema di puntamento è installato nel locale inferiore, da dove si possono comandare anche le riprese fotografiche in formato digitale.