Spettacolo celeste in Italia: l’Aurora Polare illumina il cielo tra il 19 e il 20 gennaio

22 Gen 2026

Un fenomeno straordinario colora il Nord Italia

Una tempesta geomagnetica di intensità eccezionale ha regalato all’Italia uno spettacolo indimenticabile nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2026. L’aurora polare è apparsa nei cieli italiani, soprattutto nelle regioni settentrionali, con magnifici colori rossi, verdi, violetti e azzurri, un evento raro per le nostre latitudini che ha lasciato a bocca aperta migliaia di osservatori.
La tempesta solare è stata definita la più potente degli ultimi vent’anni secondo lo Space Weather Prediction Center del National Weather Service statunitense. Il fenomeno è stato innescato da un brillamento di classe X 1.9 che ha scatenato una fortissima tempesta geomagnetica la sera del 19 gennaio 2026, con condizioni che si sono protratte anche nella giornata successiva.


San Giovanni in Persiceto: una tradizione di osservazioni celesti
Per San Giovanni in Persiceto, questo evento rappresenta un ulteriore capitolo nella sua ricca storia di avvistamenti aurorali. Il Gruppo Astrofili Persicetani (GAPERS) ha documentato il fenomeno con grande entusiasmo, confermando come la cittadina emiliana sia diventata un punto di riferimento per l’osservazione di questi rari eventi celesti.
Già il primo gennaio era comparsa un’aurora polare visibile da San Giovanni in Persiceto, seguita poco dopo da un arco rosso aurorale (SAR), nonostante la foschia e l’umidità tipiche della zona. Anche nel novembre 2025, il cielo persicetano si era tinto di rosa grazie a un’altra intensa tempesta geomagnetica.
Questi eventi dimostrano come l’attuale ciclo solare, al suo apice tra il 2024 e il 2026, stia rendendo possibile l’osservazione di aurore anche a latitudini così meridionali, trasformando il cielo dell’Emilia-Romagna in un palcoscenico naturale straordinario.


Le Dolomiti e Cortina: un auspicio luminoso per le Olimpiadi 2026
Sui cieli dolomitici, l’aurora polare ha creato un fenomeno molto visibile, con tonalità rosse e verdi osservate in Trentino, Veneto e Lombardia. Le webcam posizionate sulle vette hanno immortalato immagini spettacolari, con il cielo che si è tinto di rosso creando contrasti mozzafiato con i profili delle montagne innevate.
In particolare, in Italia il fenomeno si è concentrato sulle Dolomiti bellunesi, dove la fotografa di stelle Alessandra Masi ha documentato la luce eccezionale dal Belvedere dei Roccolo di Sant’Alipio, nel cuore del Cadore, con vedute sulle montagne riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Per Cortina d’Ampezzo, la “Regina delle Dolomiti”, questo spettacolo celeste assume un significato particolare a poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio. Non è un caso che il logo paralimpico dei Giochi si ispiri proprio all’aurora polare: quando il cielo indaco del giorno cede il passo alla notte, può capitare persino di assistere all’aurora polare, un maestoso fenomeno naturale che con i suoi colori riempie il simbolo Paralimpico di Milano Cortina 2026.
L’apparizione dell’aurora polare sopra Cortina proprio in questo periodo viene vista da molti come un auspicio positivo per i Giochi, un segno di benvenuto naturale che illumina il cielo olimpico. La coincidenza tra questo spettacolo celeste e l’avvicinarsi dell’evento sportivo più importante dell’anno aggiunge un tocco di magia e simbolismo alla manifestazione.

La foto dall’astrofotografa Alessandra Masi è stata scattata dal Belvedere del Roccolo di Sant’Alipio, un balcone naturale nel cuore delle Dolomiti, affacciato sui paesi del Centro Cadore e sul gruppo delle Marmarole. 
La scienza dietro lo spettacolo
L’origine dell’evento è un’espulsione di massa coronale (CME) verificatasi sul Sole il 18 gennaio, una gigantesca nube di plasma e particelle cariche diretta verso la Terra. Quando queste particelle hanno impattato la magnetosfera terrestre a velocità superiori ai 1.600 chilometri al secondo, hanno dato vita agli spettacolari archi aurorali visibili in tutta l’Italia settentrionale.
Attorno alle 20:30 ora italiana del 19 gennaio, il velocissimo flusso di vento solare ha scatenato una tempesta geomagnetica acuta (G4), classificazione che indica un evento severo sulla scala di cinque livelli stabilita dalla NOAA. L’attività magnetica è rimasta elevata anche il giorno successivo, mantenendo vive le speranze di ulteriori osservazioni nella notte tra il 20 e il 21 gennaio.
Il Sole si trova infatti nel Ciclo 25, che ha raggiunto il suo picco di attività nel 2025 e continua a mostrare un’intensità elevata nella fase discendente. Questo rende il 2026 un anno particolarmente favorevole per l’osservazione di aurore boreali, anche a latitudini insolitamente basse come quelle italiane.


Un fenomeno visibile in tutta l’Italia settentrionale
Le regioni che hanno potuto godere dello spettacolo includono Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Gli osservatori hanno segnalato bagliori che variavano dal verde brillante al rosso intenso, passando per sfumature violacee e azzurre.
Gli esperti hanno indicato come fascia oraria più favorevole quella compresa tra le ore 20 e le 23.30, con un possibile picco attorno alle 22 quando il cielo era completamente buio. Per massimizzare le possibilità di osservazione, è stato consigliato di allontanarsi dall’inquinamento luminoso delle città e puntare verso nord, dove il fenomeno si manifestava con maggiore intensità.
Interessante notare come molte aurore, pur essendo tenue a occhio nudo, risultavano spettacolari nelle fotografie a lunga esposizione, permettendo agli appassionati di catturare immagini straordinarie da condividere sui social media e con la comunità scientifica internazionale.


Un ricordo indelebile e la speranza di nuovi avvistamenti
Questo evento eccezionale rimarrà nella memoria di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di alzare gli occhi al cielo in quelle notti di gennaio. Per San Giovanni in Persiceto e il suo Gruppo Astrofili, si aggiunge un’altra pagina gloriosa al loro diario di osservazioni celesti. Per Cortina e le Dolomiti, l’aurora rappresenta un benvenuto luminoso alle Olimpiadi che stanno per iniziare, un segno che la natura stessa celebra questo grande evento sportivo.
Con l’attività solare ancora elevata, non è escluso che nei prossimi mesi possano verificarsi altri eventi simili. Gli appassionati sono invitati a monitorare le previsioni geomagnetiche e a tenere pronti binocoli, fotocamere e tanta pazienza: il cielo italiano potrebbe riservare ancora sorprese straordinarie in questo 2026 olimpico.