Arcobaleno del 28 Luglio 2025

29 Lug 2025

di Romano Serra

In letteratura vi sono tante informazioni riguardanti l’arcobaleno che ricordo è dovuto alla rifrazione della luce bianca solare dentro ad una goccia di acqua. Il complesso fenomeno di ottica geometrica,  è regolato da una legge per la quale tra l’entrata e l’uscita del raggio luminoso, prima bianco e poi scomposto, intercorrono circa 42°. Il circa è dovuto al diverso colore e quindi inclinazione del raggio luminoso  rifratto.  Per tale motivo, l’arcobaleno appare  molto bello e maestoso, solo quando il Sole è ben sotto i 42° di altezza sull’orizzonte.  Poi può succedere  un arcobaleno doppio, che  si verifica quando la luce solare subisce due riflessioni interne in una goccia di pioggia, creando un secondo arco più debole e con i colori invertiti rispetto all’arcobaleno primario:  rosso all’interno, viola all’esterno. In questo caso l’estensione del fenomeno, nel cielo opposto al Sole ( meglio se tramonto oppure al sorgere),  raggiunge circa i 52°.

 Altra cosa curiosa: la luce dell’arcobaleno  è polarizzata circolarmente; in altre parole quando si osserva il fenomeno,  facendo ruotare  un opportuno filtro polarizzatore fotografico, la luce dell’arcobaleno e quindi anche i colori, subiranno estinzioni più o meno pronunciate.

 Sull’arcobaleno ci si potrebbero scrivere tante cose. Il primo che pubblicò una trattazione completa e significativa del fenomeno fu Cartesio.   Nel suo trattato “Diottrica” del 1637, fornì una spiegazione dettagliata  basata, appunto,  sulla rifrazione e riflessione della luce solare nelle gocce di pioggia.