Dove corre la Stella Polare?

CESARE: Potreste piegarmi, se vi rassomigliassi; e se potessi pregare per commuovere, potrei esser commosso dalle preghiere. Ma immutabile io stommi come l’astro del Nord, che nei cieli non ha rivale nella sua lucida immobilità. Gli azzurri dei cieli sono sparsi d’innumerevoli stelle che tutte irraggiano pel creato, e fan fede del fuoco che le abita; ma una sola ve n’ha, che rimane eterna al suo posto.

William Shakespeare – Giulio Cesare

La stella Polare, unica stella fissa della volta celeste, quella che tutti associamo all’orientamento ed alla navigazione, infaticabile nel suo ruolo di indicare il Nord… Ma quanto è vero tutto questo?

Il debole astro che oggi indica il polo Nord celeste è un sistema triplo, la cui principale è leggermente variabile e dista circa 330 anni luce da noi. Quest’astro, il perno attorno a cui appare ruotare tutta la volta stellata, non ha sempre avuto questo ruolo. I moti della Terra (nutazione e precessione degli equinozi) fanno spostare l’asse terrestre, inclinato di circa 23° rispetto al piano dell’orbita, come quello di una trottola, spostando la proiezione polo Nord su zone diverse della volta stellata.

Naturalmente si tratta di movimenti molto lenti rispetto alla durata della vita umana: il ruolo di navigatore della Polare è assodato ormai da qualche secolo, tanto che il Bardo dell’Avon, scrivendo di Giulio Cesare, gli mette in bocca un paragone con la fissità della Polare, probabilmente ignorando il fatto che ai tempi di Cesare il polo Nord celeste non avesse un astro ad identificarlo.

Mappa stellare, puntata al polo Nord celeste, del 15 marzo 44 AC

Questa che vediamo, ricostruita con l’aiuto del software Stellarium, è una mappa stellare puntata al polo Nord celeste che rappresenta il cielo come doveva apparire all’insonne Bruto la notte prima di portare a termine la sua congiura ed accoltellare il genitore adottivo.

Si vede bene che la Polare, in basso verso destra, è ben distante dal centro del reticolo. Ben più vicina appare Kochab, la seconda stella più luminosa dell’Orsa Minore, il cui nome pare oltretutto derivare dall’arabo “stella del Nord”.

Col passare dei secoli l’asse terrestre si è progressivamente spostato facendo coincidere il polo Nord celeste con la stella Polare. Con quale precisione? Beh… Osservando semplicemente il moto apparente della volta celeste nel passare delle ore non saremmo certamente in grado di cogliere nessuno spostamento.

Al secondo piano del Planetario però, complice un coppo particolare che abbiamo fatto installare, con un buco protetto da una lastra di plexyglass, è possibile osservare la Polare con una strumentazione particolare. Questo ci permette di ingrandire fortemente la zona di cielo attorno al polo celeste ed apprezzare così il minimo spostamento dell’astro nel corso della notte. Nel video sottostante sono state montate in sequenza diverse foto realizzate ad intervalli di circa 15 minuti l’una dall’altra nella notte tra il 26 ed il 27 febbraio 2021.

Timelapse dello spostamento apparente della stella Polare nel corso della notte tra il 26 ed il 27 febbraio 2021, realizzato con la strumentazione del Gruppo Astrofili Persicetani

Nel video si vede bene l’arco di cerchio descritto dalla stella nel suo moto apparente nel corso della notte. Possiamo valutarne il raggio in circa 40 minuti d’arco (0,67°), uno spostamento davvero piccolo ma comunque apprezzabile.

L’ampiezza di questo cerchio calerà progressivamente nei prossimi decenni, fino a diventare minimo nei primi anni del 2100, pari a circa 12 secondi d’arco. Se all’inizio del prossimo secolo rifacessimo il video qui sopra (la data nel calendario l’abbiamo segnata, ma chissà…) vedremmo un cerchietto davvero minuscolo, forse appena apprezzabile per la risoluzione degli strumenti che abbiamo utilizzato.

Da allora, il raggio della circonferenza ricomincerà ad allargarsi fino a portare la Polare a discostarsi visibilmente dal polo celeste. E poi? Beh dovremo aspettare fino all’anno 4000 circa (senza fretta insomma) per vedere gamma del Cefeo (Alrai), una stellina rossastra appena visibile ad occhio nudo, al posto dell’attuale Polare. Lo spettacolo migliore l’avremo attorno al 14.000, quando ad indicare il Nord sarà la brillantissima Vega. Mi raccomando, non prendete impegni.

La stella Polare però non sarà persa per sempre: il movimento dell’asse terrestre che causa gli spostamenti apparenti che abbiamo appena descritto ha un periodo di 25.800 anni circa, quindi attorno all’anno 27.900 la Polare sarà di nuovo “al suo posto”, secolo più o secolo meno.

Photo by Anthony Cantin on Unsplash

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