Il futuro dell’esplorazione spaziale

Sono quasi 6 decenni che lanciamo sonde nello spazio. Grazie a queste intrepide navicelle abbiamo raggiunto luoghi altrimenti preclusi agli esseri umani. Quali sono gli obiettivi futuri? Quali inverosimili missioni verranno affidate a loro nel prossimo futuro?

Parker Solar Probe

Il 2018 ha visto il lancio della Parker Solar Probe, una sonda della NASA, lanciata il 12 agosto alle ore 9.30 (ora italiana). La sonda avrà il compito di studiare la nostra stella molto da vicino, possiamo dire che “toccherà il sole”: la navicella effettuerà 24 passaggi ravvicinati con la nostra stella, arrivando alla distanza record di appena 6,1 milioni di km dalla fotosfera del Sole, circa un decimo della distanza tra Sole e Mercurio. Studierà lo strato esterno dell’atmosfera solare, cioè la corona. Arrivata a destinazione, al termine del suo viaggio si inserirà in orbita ad una velocità di 692.000 km/h. Con questa storica missione, che avrà la durata di 7 anni, fisici ed astrofisici potranno essere capaci di svelare alcuni degli enigmi che ancora circondano la natura della nostra stella ed il suo funzionamento.

La NASA e le altre agenzie spaziali hanno in serbo per noi altre incredibili novità.

Titan Mare Explorer

L’agenzia spaziale americana sta lavorando ad un progetto alquanto inverosimile: l’invio di un sottomarino robotico completamente autonomo su una delle Lune di Saturno, Titano. Scoperto dall’astronomo olandese Christiaan Huygens nel 1655, Titano è il satellite più grande di Saturno. Esso è probabilmente uno dei più famosi satelliti naturali del sistema solare, il cui aspetto più interessante è probabilmente l’incredibile somiglianza con la Terra: presenta una superficie rocciosa coperta da mari fiumi e laghi, dove però al posto dell’acqua scorrono idrocarburi (metano ed altri composti) allo stato liquido.  Questo oggetto celeste, distante da noi quasi un miliardo e mezzo di chilometri, potrebbe racchiudere segreti importanti per il futuro dell’esplorazione spaziale. In molti ritengono che lo studio approfondito degli immensi oceani tossici sia la via da seguire. Il lander subacqueo dovrà tuffarsi in un bacino di etano e metano (il Kraken Mare) alla non piacevole temperatura di -180 gradi. Non si conosce l’esatta composizione dei mari di Titano: i componenti chimici delle distese marine ne determinano la viscosità, un elemento importante per progettare un sottomarino in grado di muoversi agevolmente. La presenza di azoto disciolto nei mari di idrocarburi potrebbe inoltre rappresentare un problema da non sottovalutare. Ricordiamo che Titano ha un’atmosfera composta per il 95% di azoto, ed esso potrebbe facilmente ostacolare la navigazione e i sensori di bordo. Di una cosa sono però certi i ricercatori, e cioè che a causa di una piccola quantità di azoto disciolto, gli idrocarburi gelerebbero ad una temperatura più bassa di quanto ci si aspetti: -198 gradi. Questo che Significa? Che è da escludere la presenza di iceberg.
 

Europa Clipper

In questa missione l’agenzia spaziale americana ha intenzione di condurre una ricognizione dettagliata del satellite di Giove, Europa, cercando di scoprire se la luna ghiacciata ha condizioni adatte ad ospitare la vita.

Il nome Clipper rievoca i vecchi velieri dell’800 che solcavano gli oceani del nostro pianeta, imbarcazioni a 3 o 4 alberi, un esemplare più perfezionato, un’evoluzione della nave a vela. Lo possiamo definire la “Ferrari” dei mari del XIX secolo. 

Proprio come nella tradizione di queste navi, la sonda Europa Clipper volerà attorno al satellite gioviano rapidamente, con una frequenza di due settimane circa, offrendo molte opportunità per studiare da vicino la luna. Durante la missione il veicolo spaziale eseguirà 40 / 45  fly-by  ad altitudini diverse, tra i 2700 km e i 25 km dalla superficie cercando di raccogliere il maggior numero di dati. Ogni orbita della sonda avrà breve durata, a causa dell’altissimo livello di radiazioni che circondano Europa, le quali potrebbero causare gravi danni alla sofisticata strumentazione a bordo della navicella.

Gli strumenti scientifici a bordo del veicolo selezionati dalla NASA saranno diversi: telecamere e spettrometri  per produrre immagini ad alta risoluzione della superficie e determinarne la composizione.  Un radar che penetra nel ghiaccio determinerà lo spessore del guscio ghiacciato della luna e cercherà laghi nel sottosuolo. A bordo ci sarà anche un magnetometro per misurare la forza e la direzione del campo magnetico della luna, che permetterà agli scienziati di determinare la profondità e la salinità del suo oceano. Uno strumento termico esaminerà la superficie ghiacciata di Europa alla ricerca di recenti eruzioni di acqua più calda sulla o vicino alla superficie, mentre altri strumenti cercheranno prove di particelle d’acqua nella sottile atmosfera della luna. Nel 2012 Hubble ha osservato pennacchi di vapore acqueo, già scoperti dalla sonda galileo nel 1997,che si innalzavano fino a 200 km nelle vicinanze del polo sud. Non c’è assoluta conferma che possa esserci presenza di vita su Europa, ma queste notizie aprono le porte a grandi aspettative e la possibilità di una scoperta rivoluzionaria.

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