Meridiana filare a San Giovanni in Persiceto

Il Museo del Cielo e della Terra e il Gruppo Astrofili Persicetani inaugurano il 18 Marzo 2018 la meridiana filare a camera oscura presso il Planetario Comunale di San Giovanni in Persiceto.

La realizzazione di questo strumento, come del resto altri presenti in detta sede, riveste una finalità particolarmente didattica ed istruttiva, consentendo al visitatore, in particolare ai giovani, di avere un approccio importantissimo con la Scienza intesa come conoscenza ad ampio raggio.

Di seguito la presentazione dello strumento, a cura di Romano Serra e Giovanni Paltrinieri.


È noto che il maggior esempio mondiale di meridiana a camera oscura sia quello realizzato a Bologna da Gian Domenico Cassini nel 1655 all’interno della Basilica di S. Petronio. Strumenti di questo tipo, capaci di indicare quotidianamente il Mezzodì (nubi permettendo), ne troviamo in gran numero in giro per l’Italia: essi hanno il pregio di fornire tale istante con una precisione eccezionale, tanto che in passato furono oggetto di approfondite indagini.

La sua concezione è alquanto semplice. Su una parete volta circa a Sud (oppure sul soffitto quando è possibile), si pratica un’apertura inserendovi in posizione stabile una piastra recante un foro di modeste dimensioni, capace di proiettare al suolo intorno al Mezzodì di ogni giorno dell’anno l’immagine del Sole. “Si chiama “Meridiana”, in quanto indica l’istante in cui il Sole è in “Meridiano”, ovvero quando rispetto all’osservatore l’astro si trova in perfetta direzione Sud, è a metà strada tra alba e tramonto, ed assume la sua massima altezza sull’orizzonte per un dato giorno. In altre parole, quando attraversa quell’ideale semicerchio che congiungendosi ai Poli, passa sulla verticale di un dato luogo. Con la specifica di “Camera Oscura”, intendiamo che i raggi solari passando da un foro di modeste dimensioni generano il fenomeno già descritto da Leonardo e che è in fondo ciò che avviene all’interno di una macchina fotografica: sul piano di proiezione (nel nostro caso sul pavimento), non si osserva un semplice raggio di luce, ma la perfetta immagine dell’astro in situazione ribaltata, tanto che, in caso di eclisse, se ne può distinguere con precisione i mutevoli e singolari contorni.

Indicato come “Gnomone” la distanza Foro-Pavimento – che nel nostro caso è di mm 2420 – i raggi solari attraversando il Foro Gnomonico intersecano la Linea quotidianamente. L’attraversamento medio avviene agli Equinozi (ARIETE 20 Marzo – BILANCIA 23 Settembre), quando l’Angolo Zenitale corrisponde alla Latitudine Locale (qui 44° 38’ 18’’).

Andando verso l’estate si hanno le seguenti progressioni: TORO 20 Aprile – VERGINE 23 Agosto. Poi GEMELLI 21 Maggio – LEONE 23 Luglio. Per ultimo, con una scansione angolare di 23° 26’ rispetto agli Equinozi: CANCRO 21 Giugno.

Portandoci invece verso l’Inverno si hanno le seguenti progressioni: PESCI 19 Febbraio – SCORPIONE 23 Ottobre. Poi ACQUARIO 20 Gennaio – SAGITTARIO 22 Novembre. Per ultimo, con una scansione angolare di 23° 26’ rispetto agli Equinozi: CAPRICORNO 22 Dicembre.

Si deve però tener presente che in quest’ultima scansione, a causa della presenza del muro del portichetto, la proiezione negli ultimi due Segni e per le date ad essi collegati, non avviene al suolo ma sulla parete. La cosa è comunque del tutto normale: anche la Meridiana del Duomo di Milano presenta una analoga situazione non potendosi sviluppare interamente.

La seguente figura illustra graficamente le borchie zodiacali d’ottone che sono state infisse nella pavimentazione del portichetto nei punti loro spettanti lungo la virtuale Linea Meridiana.

La Meridiana realizzata da Giovanni Paltrinieri e Romano Serra nel portico antistante il Planetario di San Giovanni in Persiceto è generata da un foro praticato su una piastra di acciaio inox, al cui esterno sono praticati degli scassi passanti disposti circolarmente che ricordano i raggi solari. Possiamo anche immaginarli come i denti di una “ruota che macina il tempo”. Il suo Gnomone, ovvero l’Altezza gnomonica, o se vogliamo la distanza foro pavimento, è di mm 2420. Tale distanza è l’equivalente di 130 antiche Once Romane: in certa misura, possiamo dunque creare un parallelo bimillenario con le tracciature al suolo del Cardo e del Decumano.

Le coordinate locali sono le seguenti:

LONGITUDINE 11° 11’ 14 E – LATITUDINE 44° 38’ 18’’ N

Partendo dalla verticale del foro, e con andamento Nord, è presente al suolo una virtuale Linea Meridiana che passa per il centro delle borchie d’ottone sopra citate. Si tratta – come si è detto – di una Linea virtuale, in quanto non è in effetti tracciata sul pavimento per motivi tecnico-esecutivi, ma che al tempo stesso esiste e si materializza all’occorrenza. Alle due estremità, infatti, grazie ad altrettanti peducci è possibile inserirvi un cavetto teso, il quale è per l’appunto la specifica denominazione di questo strumento “Filare”.

Questa singolare realizzazione trae lo spunto da due simili strumenti eseguiti nel Settecento nel territorio bolognese che a quanto sembra sono assolutamente rare.

La prima è sita nella torre della Specola di Bologna sita in via Zamboni 33, sede dell’antico Osservatorio Astronomico, eseguita nei primi anni del Settecento dagli astronomi di quel periodo, avente una Altezza Gnomonica di mm 2485. In quel caso, per migliorare l’accuratezza nel determinare il Mezzodì, si tendeva sopra il pavimento un sottile cavetto perfettamente direzionato sugli assi Nord-Sud, osservando al suolo la proiezione che il medesimo faceva su un foglio bianco nei momenti di ingresso e di uscita dell’ovale luminoso; l’operazione consentiva di regolare opportunamente l’attiguo Orologio a Pendolo che forniva l’ora all’Osservatorio.

Una seconda Meridiana con simili caratteristiche la troviamo ad Imola nell’ex Convento dei Gesuiti annesso alla chiesa di S. Agata, avente una Altezza Gnomonica di mm 3397. E’ utile ricordare che i Gesuiti sono sempre stati eccezionali nelle scienze matematiche ed astronomiche, e dunque anche in questo caso lo strumento – oggi purtroppo non ottimamente conservato – rappresenta un reperto assai prezioso. Oltretutto, è da notare che il 6 Luglio 1752 viene registrata ad Imola la presenza del gesuita astronomo Padre Boscovich, incaricato dal Papa di calcolare la linea meridiana di tutto lo Stato Pontificio. In tale occasione egli chiese ed ottenne dal magistrato di consultare le carte topografiche in suo possesso: si può dunque supporre che dell’esistenza di questa speciale Meridiana non sia estraneo quell’illustre scienziato.

Sinora si è parlato di Mezzodì Vero, o Locale. Non si tratta delle ore 12,00 indicate dal nostro normale Orologio da polso, in quanto esso è regolato con il Tempo Medio Europa Centrale, cioè del Fuso, che considera l’intero territorio italiano come una sola entità. Oltre a ciò, sussiste un ulteriore fattore che apporta una variazione quotidiana: l’Equazione del Tempo. Se noi infatti piantiamo al suolo un perno verticalmente, e marchiamo l’ombra che produce alle ore 12,00 del nostro comune Orologio, noteremo nel corso dei giorni e dei mesi che la medesima subisce delle deviazioni: ciò è dovuto alla mutevole distanza fra Terra e Sole, oltre che ad altri fenomeni secondari che impediscono di avere intervalli costanti tra due transiti consecutivi del Sole sullo stesso Meridiano. Inoltre, come si è appena accennato, vi è un fattore derivato dalla longitudine di una località che porta ad anticipare o posticipare l’istante del Mezzodì Locale.

Non potendo in questa sede trattare approfonditamente la questione, a tale proposito si è realizzata la seguente Tavola Oraria calcolata per San Giovanni in Persiceto dalla quale si ricava l’istante del Mezzodì di ogni giorno dell’anno riferito al Tempo Medio Europa Centrale, ovvero il Tempo indicato dai nostri comuni Orologi Meccanici.

Facciamo un semplice esempio: supponiamo di considerare la data del 1 Aprile. Dalla Tavola si ricava che il Mezzodì avviene alle ore 12, 19 minuti e 6 secondi.

NOTA = Nei mesi in cui vige la cosiddetta ORA LEGALE, ovvero il TEMPO ESTIVO, anziché le ore 12 si dirà le ore 13.

Si conclude qui la rapida trattazione della Meridiana realizzata sotto il portico del Planetario di San Giovanni in Persiceto, uno dei numerosi strumenti presenti in questa sede ed in altri ancora disseminati nei percorsi cittadini. Le finalità didattiche dei medesimi sono certamente importanti e formative, e di questo bisogna darne giusto merito alle autorità cittadine che da anni promuovono queste lodevoli iniziative.

Giovanni Paltrinieri – Romano Serra

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